MONUMENTO NATURALE GOLE DEL FARFA

Compreso entro i confini comunali di Mompeo, il Monumento Naturale protegge un territorio ancora abbastanza integro: la piccola Area Protetta, di circa 65 ettari, comprende un bellissimo tratto del fiume Farfa, affluente di sinistra del Tevere, che in questi luoghi si inoltra in una piccola e suggestiva gola, dai versanti rivestiti di bosco. Si tratta di associazioni a dominanza di cerro e carpino, accompagnati da leccio nei settori sommitali più assolati. In prossimità del Farfa sono presenti essenze ripariali che formano una "foresta a galleria": sono salici e pioppi, cui si aggiungono ontani e carpini bianchi.

Il buono stato di conservazione dell'area, inserita non a caso tra i siti d'importanza comunitaria (Sic) e le zone di protezione speciale (Zps) dall'Unione Europea, è testimoniato dalla presenza di numerose specie animali.

L’habitat rupicolo costituisce ambiente di nidificazione per diverse specie di uccelli tra cui il falco pellegrino, il gufo reale, il barbagianni. Nell’habitat forestale, caratterizzato in prevalenza da boschi cedui spesso intervallati da cespuglieti, nidificano la poiana e l’allocco. Altre specie che si possono incontrare percorrendo le gole sono: le ballerine, la rondine montana e il merlo acquaiolo che, difficile da rinvenire al di fuori di questi ambienti, rappresenta il massimo adattamento tra gli uccelli a questo tipo di ambiente.

Nei boschi si trovano anche mammiferi quali istrice, cinghiale, tasso, donnola e volpe. L’habitat fluviale e ripariale ospita inoltre una larga varietà di pesci e crostacei.

Le Gole del Farfa, oltre ad offrire un suggestivo spettacolo naturale, conservano anche importanti siti archeologici risalenti all’età romana e medioevale. Tra la vegetazione emergono i resti di un ponte romano di epoca imperiale, tracce di una strada romana e ruderi di un’imponente villa.

La strada detta localmente “strada delli antichi romani”, è un tracciato quasi pianeggiante, della larghezza di cinque metri, tagliato nella roccia calcarea che attraversa le Coste ed i terreni detti Concia e Scentelle. Dalla strada si gode uno straordinario panorama sulle profonde Gole del Farfa.

All’interno del perimetro del monumento naturale si trovano anche uliveti che presentano caratteristiche paesaggistiche e botaniche di notevole importanza, in quanto esempio di “produzione di ambiente” da parte della popolazione locale; le risorse territoriali e la produzione agricola si sono evolute insieme realizzando uno specifico contesto paesaggistico.

L’interesse botanico di questi oliveti è rappresentato dall’ampia varietà di ecotipi presenti, tipici della Sabina: Olivastrone, Carboncella, Olivacitto, Oliva tonda, Fusella, Oliva nebbia, Rosciola, Raja, Spagna; non va dimenticato poi che alcuni degli uliveti in cui crescono le varietà sopraelencate sono antichissimi, risalendo probabilmente ad impianti di epoca tardo romana.